La scomposizione del corpo di Carrozzo

Nell’ottobre del 2007, meno di due anni fa, all’ex-vicesindaco Gaetano Carrozzo venne attribuita un’espressione suggestiva: egli sarebbe stato con la testa al PD e con il cuore nel SDS.
Cuore e testa del politico tarantino abbracciano evidentemente un’ampia estensione.
La frase non è di facile interpretazione. Ad essere buoni può indicare che il PD è un partito razionale ed un investimento politico per il futuro e che SDS è un movimento passionale fondato su ideali vivaci. Ad essere cattivi, sembra che il PD sia un partito di burocrati senz’anima e che SDS sia un raggruppamento di sbandati senza cervello.
La mia curiosità è un’altra.
Oggi, aprile 2009, Carrozzo è schierato con il Popolo della Libertà, a sostegno di Domenico Rana presidente della Provincia.
Se la testa è al PD e il cuore con SDS, ad essere andato a destra cos’è? Il culo di Carrozzo...?!
NOTE:
(1) Cfr. COLUCCI, F., Carrozzo, la testa al PD, il cuore con SDS, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, ediz. di Taranto, 17 ottobre 2007, pag. 2.
CTP Taranto, servizi da sottosviluppo

Belgrado, stazione degli autobus in Zeleznicka 4, un giorno qualunque (feriale o festivo) in un’ora qualunque (mattina, pomeriggio, sera, per molti versi anche notte).
Un grande cartello elenca tutte le destinazioni interne ed estere, precisando giorni e orari di partenza. Nella biglietteria è possibile essere informati anche dei collegamenti con i piccoli villaggi di campagna e in più c’è il tabellone elettronico con l’indicazione del marciapiede di partenza (numerato). E se si vuole fare una passeggiata, c’è il deposito bagagli; se si vuole andare in bagno, il bagno c’è; se si vuole bere o mangiare qualcosa, c’è solo l’imbarazzo della scelta; se ci si vuole riparare dal freddo, c’è la sala d’attesa.
Belgrado è forse il terminal più grande dell’ex-Jugoslavia, ma anche a Zagabria, a Sarajevo, a Budva, a Spalato, ovunque, in proporzione all’importanza della città, ci sono gli stessi servizi. Un capolinea, uno solo, da cui puoi collegarti con il resto del mondo. E soprattutto la stessa chiarezza.
Parliamo di Paesi che non fanno ancora parte della UE, che dieci anni fa erano sotto le bombe (Serbia) o in cui sono visibili i segni della guerra (Bosnia).
Veniamo a Taranto, provincia di uno Stato del G8, il cui Imperatore è convinto di essere un amministratore modello.
Il solo capoluogo, tanto per cominciare, conta almeno sei capolinea diversi (porto mercantile, discesa Vasto, via Lago di Garda, lungomare, Arsenale, Auchan, ecc.), nessuno dei quali attrezzato. A stento, in alcune fasce orarie, c’è la biglietteria o un complicato foglio con gli orari. Niente bagni per gli utenti, niente sale d’attesa (tranne il loculo del Porto Mercantile) e spesso neanche una pensilina.

Provate ad andare al capolinea di via Lago di Garda o alla discesa Vasto, ad esempio. Alla controra magari. Non c’è una mazza. Deserto.
Provate ad attendere gli autobus d’inverno in riva al Mar Piccolo, al freddo e sotto la pioggia, senza un buco in cui ripararsi. Il CTP di Taranto, da questo punto di vista, offre standard qualitativi da terzo mondo.
Nella nostra provincia, se vuoi muoverti con i pullman dell’azienda dei trasporti extraurbani, devi informarti preventivamente sulle fasce orarie (in base alle quali può cambiare il capolinea), devi procurarti i biglietti in anticipo, devi conoscere gli orari per conto tuo perché non c’è un cartello affidabile che sia uno e non devi avere problemi di prostata.
In realtà al Porto Mercantile, all’Auchan, in via Lago di Garda ci sono dei loculi con una vistosa scritta “W.C.”, ma, se provi ad entrarci, scopri che sono chiusi a chiave. Riservati al personale. Ma se non sono accessibili al pubblico – mi chiedo – che bisogno c’è di scrivere “W.C.” a caratteri cubitali...?

Ho il sospetto comunque che tali strutture possano essere dell’AMAT e non del CTP; questo vorrebbe dire che il CTP offre ancora meno ai propri utenti: neanche una pensilina.
E poi non si è mai capito perché non ci possano essere collegamenti diretti tra Taranto e gli aeroporti di Bari e Brindisi. Dipende anche dalla Regione, è vero, ma non mi pare che la Provincia sollevi il problema con particolare convinzione. Si vede che in questo periodo i politici di Provincia e Regione sono troppo presi dalle beghe di partito, dalle alleanze elettorali e dai relativi ricatti per discutere anche dei problemi reali dei cittadini.
D’altra parte il CTP è una delle tante aziende a partecipazione pubblica il cui unico scopo sembra essere quello di piazzare politicanti su poltrone dirigenziali nell’ottica delle più classiche lottizzazioni; i servizi e le attenzioni per gli utenti sono un optional.
Lottizzazione era una parola molto usata alla fine degli anni Ottanta; ultimamente è passata di moda. E’ passata di moda la parola, ma la pratica resiste eccome, nei trasporti come nella sanità e nell’igiene urbana. I partiti continuano a spartirsi le torte applicando un manuale Cencelli in cui i voltagabbana (chi passa dall’opposizione alla maggioranza) sembrano fruire di un bonus preferenziale.

Attualmente il presidente del CTP è Giovanni D’Auria (PD) e il direttore generale dell’azienda è Cosimo Rochira, ex-UDC passato con il centrosinistra.
D’altra parte, mica si possono dare consulenze da 19.992 euro a tutti.
Sarebbe bello se i dirigenti delle aziende trasporti, municipali e provinciali, consegnassero le rispettive patenti di guida ai prefetti per tutta la durata dei mandati. Costretti a usare i propri mezzi pubblici, gli stessi che magari non hanno mai preso in vita loro. Capirebbero cosa significa andare da un paese della provincia all’altro, magari in un giorno festivo.
Quelli qui in basso sono i collegamenti tra Taranto e Manduria nel periodo invernale; la pallina gialla indica i giorni feriali.

Quanti collegamenti ci sono nei giorni festivi? Zero.
E i cartelli con orari e percorsi?
Inesistenti. Anzi, no, per quanto attiene al lussuoso capolinea del Lungomare, gli orari sono affissi sulle vetrine dell’American Bar (quando è aperto). Ma bisogna saperlo per cultura personale perché nessun cartello del CTP dice di andare a guardare all’American Bar...
Alla Discesa Vasto non c’è niente di niente. L’ho detto: terzo mondo. Utenti trattati come merde.
Eppure la sedicente Carta dei Servizi 2008 del Consorzio Trasporti Provincia, all’art. 38 – Capacità di Informare, dice che: “Sulla rete servita vengono utilizzate circa n° 520 (meno male che hanno scritto “n°” altrimenti avremmo pensato che 520 fosse un ornitorinco...) fermate, tutte segnalate da apposite paline. Sulle paline saranno installati dei quadri porta orari, ove verranno segnalati gli orari di partenza o di transito. Su tutte le paline di fermata vengono segnalate notizie generali utili, compresi i recapiti telefonici aziendali”.

Chiunque viaggi con CTP sa che si tratta di balle. In tutta Taranto non ho visto una palina con “orari di partenza o di transito”.
Poi ci sono gli allegati alla sedicente Carta dei Servizi, secondo cui gli utenti (intervistati non si sa da chi e in che modo; forse il CDA ha intervistato se stesso) sembrerebbero soddisfatti dei servizi con percentuali bulgare. Basta, però, che un giornalista vada a sentire gli umori dei viaggiatori e stranamente vengono fuori solo ed esclusivamente lamentele. Gianni Svaldi sul Corriere del Giorno del 3 febbraio 2006, pag. 12:
“Per i pendolari che frequentano la stazione degli autobus di Taranto l’attesa non è piacevole: combattono tutti i giorni con disagi, sporcizia e pochi posti riparati dalle intemperie dove sedersi”.
“Di sera l’illuminazione è poca. I fari che dovrebbero illuminare la piazza sono sempre spenti”.
“Difficile e pericoloso è attraversare da un lato all’altro il terminal: non esiste un sottopoassaggio e chi lo attraversa lo fa a suo rischio e pericolo”.

L’unica cosa che si salva, per quella che è la mia esperienza, è la professionalità del personale e in particolare degli autisti: prudenti alla guida, nessun incidente, puntualissimi e cortesi quando sopperiscono con le loro risposte alla totale mancanza di informazioni.
Ma ci sono altri articoli interessanti nella Carta dei Servizi, quelli che si ispirano ai principi di eguaglianza (art. 5) e imparzialità (art. 6).
Visto che ci si ispira a principi di eguaglianza e di imparzialità, come mai alcune società sportive possono viaggiare gratis con i mezzi del CTP ed altre non possono utilizzarli neanche pagandoli? Chi stabilisce i privilegi?
NOTE:
La foto della stazione degli autobus di Belgrado è tratta da www .promobile.rs; i collegamenti tra Taranto e Manduria sono tratti dall’opuscolo informativo del CTP di Taranto.





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